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IMPIANTI a Gas Liquido GPL


IMPIANTI a GAS LIQUIDO - GPL

INSTALLAZIONI ed OPERATIVITA’ di IMPIANTI a GPL per AUTOTRAZIONE

Che cosa è GPL ?

Con la sigla GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) si intendono gli idrocarburi e le loro miscele facilmente liquefacibili sotto determinate pressioni e a temperatura ambiente. GPL è una miscela in quantità variabile di propano e butano. Il GPL può essere lavorato e trasportato allo stato liquido con mezzi e contenitori a pareti sottili e quindi leggeri.

A chi serve ?

Il GPL serve all’agricoltura, all’artigianato, alla piccola industria, in qualsiasi lavorazione dove serva una energia di alta qualità per abitazioni singole e  condomini, riscaldamento, cottura, acqua sanitaria, condizionamento; edilizia, in piccoli centri urbani, in reti canalizzate. Il GPL è inoltre l’ideale in tutte quelle lavorazioni dove serve una fiamma continua.

Dove posso installarlo e dove no ?

La realizzazione degli impianti GPL, la loro manutenzione e il rifornimento sono operazioni affidate alle società distributrici e ad aziende che, per tali attività, impiegano personale specializzato e qualificato, regolarmente iscritto alle Camere di Commercio Industrie e Artigianato provinciali.

Si rimanda alle norme UNI CIG 7129 “Impianti a gas per usi domestici da rete di distribuzione” e; alle “Norme per la sicurezza dell’impiego del gas combustibile” 6 dicembre 1971 n. 1083; alle “Norme per la sicurezza degli impianti” 6 marzo 1990,n.46.

 

PROT. N°227/MOT1 04/C - REGOLAMENTO ECE/ONU N.67

Tale circolare chiarisce che esclusivamente per i veicoli già muniti di impianto a GPL è possibile installare serbatoi non conformi al Regolamento ECE n.67/01 in sostituzione di serbatoi il cui periodo di utilizzazione decennale è scaduto.

Tale disposizione transitoria sarà in vigore sino al 31/05/2001.

Dopo tale data sui veicoli in circolazione all’atto della sostituzione di serbatoi il cui periodo di utilizzo è scaduto dovranno essere installati serbatoi e relative valvole di sicurezza conformi al Regolamento ECE n.67/01 nel rispetto delle disposizioni contenute nella circolare B n.63/2000.

Tale disposizione sarà di osservanza obbligatoria a partire dal 01/06/2001

Nuove norme sulla sicurezza degli impianti GPL

A tal fine, lo Stato italiano ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 del 3 maggio 1971, il Decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1971, n. 208 “Norme di sicurezza per gli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio liquefatto per autotrazione”.
Tale dispositivo di legge ha subito, negli ultimi trent’anni, alcuni adeguamenti alle nuove esigenze di sicurezza, arrivando al più recente Decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340 “Regolamento recante disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzione stradale di GPL per autotrazione”, oggetto del presente articolo.
Si rammenta che, per avere indicazioni puntuali su tutte le accezioni previste per l’applicazione del regolamento, è necessario consultare il testo di legge sulla Gazzetta Ufficiale.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 OTTOBRE 2003, N. 340
Questo decreto aggiorna le norme di sicurezza antincendio per gli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio liquefatto (GPL) per autotrazione, come previsto dall’Art. 11 del DPR 29 luglio 1982, n. 577.
Costituito da otto articoli ed un allegato, ha il seguente campo d’applicazione:

  • Impianti di nuova realizzazione (ai quali sono equiparati gli impianti esistenti in caso di potenziamento della capacità complessiva oltre 30 m3), per i quali trovano applicazione le disposizioni di cui al Titolo II dell’allegato;
  • Impianti esistenti, la cui capacità complessiva resti limitata fino a 30 m3, per i quali valgono le disposizioni di cui al Titolo II dell’allegato, da applicarsi entro cinque anni a partire dalla data del 19 dicembre 2003. Per quanto riguarda le condizioni di esercizio, dovranno essere rispettate già a partire dalla suddetta data.

L’allegato (Allegato A), è la “Regola tecnica in materia di sicurezza antincendio degli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio liquefatto per autotrazione”.
Gli obiettivi che si prefigge sono:

  • La minimizzazione delle cause di rilascio accidentale di GPL, di incendio e di esplosione;
  • Limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
  • Limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici e/o locali contigui all’impianto;
  • Ridurre la frequenza delle operazioni di riempimento dei serbatoi fissi, contribuendo in tal modo a ridurre il traffico stradale di merci pericolose;
  • Permettere ai soccorritori di operare in condizioni di sicurezza.

Per il perseguimento di tali obiettivi, si pone il divieto di realizzazione di impianti:

  • Nella zona territoriale omogenea totalmente edificata, individuata come zona A nel piano regolatore generale o nel programma di fabbricazione ai sensi del DM 2 aprile 1968, n. 1444;
  • Nei comuni sprovvisti dei suddetti strumenti, all’interno del centro abitato;
  • Nelle zone di completamento e di espansione dell’aggregato urbano, indicate nel piano regolatore generale o nel programma di fabbricazione, nelle quali sia previsto un indice di edificabilità superiore a tre metri cubi per metro quadrato;
  • Nelle aree destinate a verde pubblico.

Qualora l’impianto, per evoluzione del contesto urbanistico, si trovasse a non rispettare i suindicati vincoli (distanze di sicurezza incluse), dovrà essere rimosso, senza possibilità di avanzamento di motivata richiesta di deroga, come disposto dall’Art. 6 del Decreto in oggetto.
La rispondenza dell’area alle caratteristiche richieste per l’installazione dell’impianto è attestata dal sindaco competente, quindi comprovata da perizia giurata a firma di professionista competente per la sottoscrizione del progetto dell’impianto medesimo.

ALLEGATO A
Èsuddiviso in tre Titoli:

  • Titolo I – Generalità;
  • Titolo II – Impianti di nuova realizzazione;
  • Titolo III – Impianti esistenti con capacità complessiva fino a 30 m3.

Mentre nel Titolo I vengono riportate le definizioni di carattere generale richiamate dal decreto, i successivi due titoli riportano le effettive indicazioni di carattere tecnico da applicare.

TITOLO II – Impianti di nuova realizzazione
La capacità massima complessiva dei serbatoi è di 100 m3, ottenibile mediante uno, al massimo due serbatoi fissi, aventi capacità massima di 50 m3 ciascuno. Ai fini della sicurezza antincendio, i serbatoi devono avere un grado di riempimento non superiore all’85%.
I compressori di riempimento devono essere installati a livello del piano campagna, schermati verso l’area di sosta dell’autocisterna nella fase di riempimento con muretto in calcestruzzo di spessore non inferiore a 0,15 m e di dimensioni sufficienti a consentire loro di rimanere defilati rispetto all’autocisterna stessa.
Le pompe possono essere installate sommerse o esterne. In quest’ultimo caso, devono essere protette con tettoia in materiale incombustibile (non lamiera metallica) e consentire una buona ventilazione.
Elementi quali i serbatoi, le pompe adibite all’erogazione ed al riempimento dei serbatoi, i compressori non devono essere accessibili a personale non autorizzato, pertanto e possibile prevedere apposita recinzione, alta almeno 1,8 m, montata su cordolo in calcestruzzo e tale da consentire la manutenzione di quanto confinato.
Gli impianti di distribuzione stradale devono essere dotati di un sistema di emergenza finalizzato alla sicurezza antincendio, ovvero pulsanti di emergenza a comando manuale, collocati in prossimità dei punti operativi dell’impianto (zona riempimento, zona rifornimento veicoli e locale gestore), in grado di:

  • Isolare completamente ciascun serbatoio;
  • Isolare le tubazioni di mandata all’apparecchio di distribuzione;
  • Bloccare le pompe di distribuzione e riempimento;
  • Essere associato al sistema di emergenza dell’eventuale autocisterna;
  • Interrompere integralmente il circuito elettrico dell’impianto, ad esclusione delle linee preferenziali che alimentano gli impianti di sicurezza.

Il piano di sosta dell’autocisterna, oltre ad essere ben delimitato ed identificato mediante segnaletica orizzontale, deve essere di tipo impermeabile, con pendenza massima dell’1%.

Impianti
L’impianto elettrico deve avere conformità accertata, ai sensi della Legge 5 marzo 1990, n. 46. Deve essere dotato di interruttore generale, chiaramente segnalato ed ubicato sul quadro controllo posizionato nel locale gestore. Tutti i punti chiave dell’impianto devono essere sufficientemente illuminati in condizioni di normale utilizzo, mentre in assenza dell’illuminazione normale, il locale gestore deve essere illuminato da lampada autoalimentata.
L’impianto di distribuzione deve essere dotato di impianti di terra e di protezione dalle scariche atmosferiche. Il punto di riempimento deve essere dotato di morsetto di terra e di pinze per il collegamento di terra tra impianto fisso ed autocisterna. Solo a collegamento di terra avvenuto verrà dato il consenso elettrico alle apparecchiature.
Per le operazioni di riempimento dei serbatoi devono essere utilizzate due linee costituite da tubazioni flessibili, di cui una per la fase liquida ed una per il ritorno della fase gassosa.
L’impianto deve essere dotato di un numero adeguato di idranti DN 45, quindi dimensionato per una portata non minore di 120 l/min, con una pressione residua al bocchello di almeno 2 bar per non meno di 30 minuti.

Distanze di sicurezza
Sono suddivise tra :

  • Distanze di sicurezza interne;
  • Distanze di sicurezza esterne;
  • Distanze di protezione.

Sono tabellate ai punti 13.1, 13.2, 13.3 del TITOLO II.

Norme di esercizio
Il responsabile dell’attività è normalmente individuato nel titolare dell’autorizzazione amministrativa prevista per l’esercizio dell’impianto, ma alcuni obblighi gestionali sono attribuibili al gestore. In questo caso sarà necessario comunicare al Comando provinciale dei VV.F. quali obblighi sono stati delegati, allegando la dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte del gestore stesso.
Oltre all’obbligo di ottemperare a quanto previsto all’art. 5, commi 1 e 2 del DPR 37/98 e dal DM 10 Marzo 1998, sarà anche necessario ottemperare ad altre disposizioni riportate al punto 15 del TITOLO II, in particolare:
Operazioni di riempimento

  • In impianti misti, è vietato procedere alle operazioni di riempimento di GPL contemporaneamente a quelle di riempimento dei serbatoi fissi di altri carburanti;
  • Deve essere rispettato il divieto di fumare;
  • Devono essere presenti almeno due estintori nelle vicinanze del punto di riempimento;
  • L’autocisterna, all’ingresso nel piazzale, deve essere dotata di un dispositivo rompifiamma sul tubo di scarico;
  • Posizionata l’autocisterna, si deve procedere allo spegnimento del motore ed alla disattivazione del circuito elettrico ( a meno di conformità del mezzo alle vigenti norme ADR), al blocco delle ruote ed al collegamento a terra.

Operazioni di erogazione

  • Posizionare almeno un estintore nelle vicinanze della colonnina di erogazione;
  • Accertarsi dello spegnimento dei motori degli autoveicoli da rifornire;
  • Accertarsi del rispetto del divieto di fumo;
  • Èfatto divieto assoluto di rifornire recipienti mobili.

Documenti tecnici
Presso gli impianti devono essere disponibili:

  • Un manuale operativo contenente le istruzioni per l’esercizio dell’impianto;
  • Uno schema di flusso degli impianti GPL;
  • Una planimetria dettagliata di tutto l’impianto;
  • Gli schemi degli impianti elettrici, di segnalazione e di allarme.

TITOLO III – impianti esistenti con capacità complessiva fino a 30 m3
Primo intervento da effettuare è il rispetto di quanto previsto al punto 15 del TITOLO II, ovvero le “Norme di esercizio”.
Per quanto concerne le distanze di sicurezza, è possibile operare al fine di rispettare quelle interne di cui al punto 13.1 del TITOLO II; qualora vi fosse l’intenzione di rispettare anche le distanze di sicurezza esterne di cui al punto 13.2, l’impianto dovrà essere adeguato a tutto ciò previsto al TITOLO II, ovvero dovrà essere trattato come nuovo impianto.
L’impianto dovrà essere dotato di un sistema di emergenza avente le stesse caratteristiche di quello previsto per i nuovi impianti.
Dovranno essere presenti cinque estintori portatili e almeno uno carrellato.
Gli impianti che ancora utilizzano il vano pompe in pozzetto, dovranno adeguarsi a quanto previsto al punto 17.4, a meno di non metterlo fuori uso ed attivare sistemi quali quelli descritti al punto 5 del TITOLO II, valevoli per gli impianti nuovi.

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